5 panorami mozzafiato da ammirare in Basilicata

Se la vostra idea di viaggio è quella di dare linfa ai vostri occhi e al vostro obiettivo fotografico, non potete fare a meno di visitare alcune località lucane, che vi regaleranno immagini difficili da dimenticare, tra sguardi cinematografici, letterari, statuari, angelici, ventilati e coraggiosi.

Rotondella (MT), il balcone dello Ionio

La vista si tufferà nell'azzurro del Golfo di Taranto, per poi perdersi fra le gialle colline che circondano l'abitato e infine risalire verso le elevate vette del Pollino.

Grazie alla sua straordinaria posizione panoramica, a più di 500 metri sul livello del mare, su di esso affacciato, il paese di Rotondella è stato definito “il balcone dello Ionio”. Prima di aprire le finestre sul belvedere dell'antico borgo lucano, non dimenticate di osservare con attenzione la sua forma urbanistica, che lo stesso nome evoca.

Rotondella (da Rotunda Maris) vi apparirà come un suggestivo agglomerato tondeggiante, con case, palazzotti, vicoli, archi, cunicoli e gradinate che si rincorrono in una spirale colorata e affascinante, intorno alla sommità di due colline.

Da mettere a fuoco:

  • la cinquecentesca torre d’avvistamento saracena;

  • la barocca Chiesa Madre, dedicata alla Madonna delle Grazie;

  • la seicentesca Chiesa di Sant’Antonio da Padova, parte integrante dell’ex convento monastico francescano degli Zoccolanti;

  • gli antichi palazzotti nobiliari abbelliti da meravigliosi balconi in ferro battuto e accessibili da imponenti portali;

  • le ottocentesche “lamie di Bitonte”, robusti pilastri in pietra che sostengono una struttura di mattoni con volte a crociera, su cui poggiano anche le case.

Maratea (PZ), fra le braccia del Cristo Redentore

Non è dal cielo che Cristo osserva le limpide acque della perla lucana del Tirreno, ma dalla cima del Monte San Biagio. Se desiderate conquistare il suo punto di vista, dovrete percorrere ripidi e suggestivi tornanti che vi condurranno lassù, tra le braccia del Redentore di Maratea, la statua resa famosa dalle sequenze di apertura del film Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo. Seconda come dimensioni solo al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro, l'opera, che porta la firma dello scultore fiorentino Bruno Innocenzi, è alta 21 metri, con un'apertura di braccia di 19 metri e un viso che ne misura 3. Candido punto di riferimento per la gente di mare dal 1965, l'iconografia del Cristo di Maratea è molto distante da quella tradizionale. In più, grazie ad un particolare effetto ottico, osservandolo da lontano sembra che guardi il mare, mentre invece ha lo sguardo rivolto verso i monti.

Per raggiungerlo, attraverserete le rovine dell'antica città, soprannominata dai marateoti Castello. Con sguardo religioso, dominerete il Golfo di Policastro, con le sue pareti a strapiombo sul mare, le sue piccole insenature, le sue spiagge di ghiaia, la sabbia finissima, i promontori rocciosi e i resti delle torri costiere anti-corsare. Dove la montagna lucana incontra il Mar Tirreno, la natura e la storia non mancano di dare spettacolo.

Da mettere a fuoco:

  • Basilica di San Biagio, martire armeno patrono di Maratea di cui qui si conservano le reliquie;

  • Palazzo De Lieto, ex ospedale della cittadina, oggi ospita mostre perenni ed eventi museali;

  • le famose 44 Chiese;

  • Villa Nitti, edificio di grande interesse storico e architettonico, realizzato nell’ottocento a picco sul mare. Residenza estiva del presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti, che la acquistò nel 1920, oggi la struttura, dall'innovativo stile neogotico-decò, è sede di numerosi appuntamenti artistici e culturali;

  • i fondali marini decorati dalla Madrepora Astroides Calycularis dall'intenso color arancio.

Matera (MT), croce e delizia del Belvedere di Murgia Timone

Qui dove i Gesù di Pasolini e Mel Gibson furono messi in croce, potrete godere di un panorama mozzafiato sulla Città dei Sassi, antica città palestinese per il cinema e futura Capitale europea della Cultura 2019 per i milioni di visitatori che la raggiungeranno nei prossimi anni. Nel cuore del Parco della Murgia materana, il Belvedere di Murgia Timone si affaccia con sguardo avventuroso sullo straordinario canyon della gravina, che si tuffa nel vuoto per più di 70 metri. Il vento qui soffia spingendosi a cercare le antiche chiese rupestri, resti di villaggi neolitici abitati tra 7000 e 3700 anni fa, grotte, tratturi, muretti a secco e terrazzamenti, mentre i torrenti che scavano la roccia continuano a scorrere inosservati.

Da mettere a fuoco:

  • l'antico rione dei Sassi, patrimonio dell'Unesco dal 1993;

  • Jazzo Gattini, tipico ovile murgiano fortificato, risalente al XIX secolo;

  • Madonna delle Croci, chiesa rupestre di grande valore architettonico;

  • Madonna delle Tre Porte, santuario rupestre a tre navate.

Castelmezzano e Pietrapertosa (PZ), in volo sulle Dolomiti lucane

Indossate l'imbracatura, lasciatevi legare al lungo cavo d'acciaio e preparatevi a sorvolare cime scoscese, guglie acuminate e desolate, sagome fantasiose, sospesi tra cielo e terra e circondati dalle suggestive Dolomiti Lucane. Ad oltre 1.000 metri di altezza, accompagnati dal nibbio reale, dal gheppio e dal falco pellegrino, dominerete un paesaggio unico, sfrecciando a più di 100 chilometri orari. Forse vi sfuggirà qualche dettaglio, ma farete in tempo a mettere a fuoco i caratteristici borghi di Pietrapertosa e Castelmezzano, incastonati nella roccia, mentre uno scintillio di torrenti, fiumi, colline e valli si rincorreranno nei vostri occhi. Come veri e propri angeli, viaggerete sul filo delle emozioni estreme, prima di tornare con i piedi per terra e prepararvi a conquistare un altro punto di vista elevato, raggiungendo i resti dell'antico castello di Pietrapertosa, che domina il paese più alto della Basilicata.

Da mettere a fuoco:

  • l'antico Convento di San Francesco (Pietrapertosa);
  • la quattrocentesca Chiesa madre dedicata a San Giacomo Maggiore (Pietrapertosa);
  • la Chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo (Castelmezzano).

Aliano (MT), tra la luna e i calanchi

Spalancai una porta-finestra, mi affacciai ad un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall'ombra dell'interno, rimasi quasi accecato dall'improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c'era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l'infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d'occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”. Se volete ripercorrere lo sguardo letterario di Carlo Levi, portatevi ad Aliano, luogo d'esilio dello scrittore antifascista, autore di “Cristo si è fermato ad Eboli”, e lasciatevi catturare dall'arido paesaggio dei calanchi, oggi location del suggestivo festival internazionale “La luna e i calanchi”. Non lasciatevi intimorire dagli sguardi della Casa con gli occhi, non fatevi suggestionare dalle ombre che salgono dalla Fossa dei Bersaglieri, ma lanciate il vostro sguardo sui “Giardini di Aliano”, con i suoi colorati pescheti, agrumeti e uliveti che circondano lo sperone argilloso su cui sorge il paese.

Da mettere a fuoco:

  • il Museo storico Carlo Levi, in cui sono conservati documenti fotografici e pittorici dell'artista relativi al periodo di esilio;

  • la casa di confino e la tomba di Carlo Levi;

  • il Parco letterario Carlo Levi;

  • la cinquecentesca Chiesa di San Luigi Gonzaga.

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