Museo Pasolini: Il cinema in scena nelle grotte dei Sassi

Era il 1964 quando Mimì Notarangelo, all'epoca corrispondente de L'Unità e dirigente locale della FGCI (Federazione Giovani Comunisti Italiani), fu chiamato ad organizzare una sorta di vigilanza intorno al grande regista e scrittore Pier Paolo Pasolini che, dopo una serie di sopralluoghi deludenti in Palestina, aveva deciso di girare a Matera alcune scene del suo film Il Vangelo secondo Matteo. Con una macchina fotografica nascosta negli ampi abiti di scena che indossò nel ruolo di centurione, Mimì, che coadiuvò il Maestro anche nella scelta delle comparse, realizzò una quarantina di scatti. Oggi, dopo esser stati ammirati in tutta Italia e anche in Europa, quelle “immagini rubate” durante le pause sul set hanno trovato una collocazione permanente all'interno del Museo fotografico “Cinema nei Sassi”, dedicato non a caso a Pasolini e voluto dall'associazione che pure porta il nome del grande cineasta, di cui Notarangelo è Presidente onorario.

La mostra “Il Vangelo secondo Matera”, con i suoi bianconeri d'altri tempi, riempie le suggestive grotte del rione Vetera nel Sasso Barisano, dove si possono ammirare anche altre immagini e oggetti che raccontano la storia del cinema in Basilicata. Se si ha la fortuna di visitare il Museo alla presenza di Mimì, le foto acquisiscono un ulteriore fascino perché quasi si staccano dalle pareti per inseguire il suo personale racconto di quei giorni che hanno segnato il destino cinematografico della città. Potrebbe capitare che vi narri del “cordiale scontro di opinioni” che ebbe con Pasolini circa la questione dello svuotamento degli antichi rioni oggi divenuti Patrimonio dell'Unesco, ma allora considerati una vergogna nazionale. “Mi rimproverò il fatto che i comunisti materani stavano permettendo lo svuotamento dei Sassi. Voi uccidete il mondo contadino, mi disse. Noi stiamo facendo un'opera di civiltà, replicai, portiamo via dalle grotte migliaia di famiglie. (…) Anche in queste circostanze riusciva a guardare lontano”, così scrive Mimì nella sua recente autobiografia (C'ero anch'io, Calice Editori, 2012) dove trovano posto anche gli aneddoti relativi alla sua collaborazione con Francesco Rosi per il film Cristo si è fermato a Eboli, tratto dal celebre romanzo di Carlo Levi. Oggi diremmo che fu ingaggiato come “location manager”, all'epoca fu chiamato dallo scenografo Andrea Crisanti come esperto di mondo contadino e di tradizioni popolari per coadiuvarlo nella scelta degli esterni e nella ricostruzione degli interni. Anche in questa circostanza, Mimì non poté fare a meno di portare con sé la macchina fotografica e gli scatti, naturalmente, si ricompongono nel Museo affrescando un altro importante tassello della storia del cinema in Basilicata, di cui Notarangelo è stato evidentemente testimone privilegiato, trasmettendo poi l'amore per le immagini ai suoi figli che, più recentemente, hanno seguito la lavorazione del film The Passion di Mel Gibosn.

Al Museo che Matera ha dedicato alla settima arte si potrà incontrare lo sguardo della mamma di Pasolini, Susanna, che il figlio chiamò ad interpretare Maria, del giovane spagnolo Enrique Irazoqui che, solo per caso, si trovò a vestire i panni di Gesù, ma anche dei poeti Alfonso Gatto e Dacia Maraini, che ebbero un ruolo nel film. Perdendosi tra i vani e i corridoi lungo cui si snoda il percorso espositivo, gli occhi potranno cadere sul magnetico sorriso di Gian Maria Volontè che riempì i luoghi dell'esilio di Don Carlo, per esigenze cinematografiche spostati altrove, anche nel paese fantasma di Craco. E poi, le immagini a colori, quelle del set holliwoodiano allestito da Mel Gibson 40 anni dopo il passaggio di Pasolini, firmate dallo studio di produzione televisiva Blu Video.

Il racconto corale che ne esce lancia sulla Città dei Sassi una magica polvere di stelle, ricomponendo il firmamento cinematografico che si è lasciato incantare e suggestionare dalla terra lucana, a partire da Carlo Lizzani ("Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato"), passando per Lattuada ("La lupa"), Rossellini ("Anno uno" e "Viva l'Italia"), Luigi Zampa ("Anni ruggenti"), Nanni Loy (Made in Italy"), Giuseppe Tornatore (che vi girò parte del suo "L'uomo delle stelle"), Gabriele Salvatores ("Io non ho paura") e tanti altri.

Informazioni:

  • Museo fotografico "Cinema nei sassi"
  • Via Vetera, 34, Matera (Sasso Barisano)
  • FB: www.facebook.com/matera.pasolini

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