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Gialli calanchi da vivere

Gialli come il grano, che da giugno rinuncia al verde per arrotolarsi su se stesso. Gialli come l'olio che si fa spazio tra il pomodoro su una croccante fetta di pane, in una spersa masseria. Gialli come il sole che essicca fichi e peperoni. Gialli come la luna che non si vergogna di rubare la luce per mostrarsi nel buio.
I calanchi.

Difficilmente cereali e alberi di ulivo trovano ospitalità sui loro precari versanti. Dorata solitudine. Tutti i giorni, però, il sole si leva su questi terrazzi marini, dove un tempo le acque davano dimora a pesci e molluschi. Tutti i giorni la luna illumina le antiche mulattiere, un tempo percorse da pastori e contadini. Immaginaria solitudine. Vita fu e vita è. E' lo Sparto steppico, aspro nel nome ma morbido e candido al vento. E' la Canforata di Montpellier, profumata e salvifica. E' la cosmopolita Sueda fruticosa. E' la Atriplice dai fiori timidi. E' la ginestra odorosa e l'aromatico lauro. E' il vivace corbezzolo e l'acre ginepro. E' la stellata carlina e il lentisco, che si riscopre cappello in cima a una biancana trasudante sale. Pennellate di verde rompono la gialla monotonia di un'opera d'arte che continua a modellarsi sotto gli occhi di ricci, volpi, faine, donnole, lepri, tassi, cinghiali, istrici, avvolti dalle ali di nibbi, poiane, falchi grillai, capovaccai, gufi, civette, barbagianni, assioli, corvi e cornacchie, storditi dal profumo di menta, origano, timo, liquirizia e ortica.

Anime bestiali che osservano il corpo nudo di una sensuale madre terra, coperto da un succinto vestito stropicciato. Un corpo vivo la cui bellezza attira scienziati e ricercatori da tutto il mondo per farsi raccontare storie di milioni di anni fa.

Cola il sudore in estate sui volti di chi affronta le ripide Appiett. Cola il fango in autunno sui fianchi della natura percorsi dalla pioggia, che da secoli resiste per reggere il peso delle umane abitazioni. Si scioglie in inverno il ricordo della notte di Sant'Apollonia, che risucchiò nel cuore argilloso la Terravecchia pisticcese imbiancata di neve. Esplode in primavera l'arcobaleno delle piccole e fragili orchidee selvatiche.

Gialli calanchi da vivere, sempre. (In Basilicata, ad Aliano, Tursi, Montalbano, Pisticci, Craco, Ferrandina, Stigliano, Gorgoglione, San Mauro Forte, Garaguso, Armento, Corleto Perticara, Gallicchio, Guardia Perticara, Missanello e S. Martino d'Agri).

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