Aliano, un luogo raccontato da straordinarie pagine di letteratura

Un viaggio alla scoperta della Basilicata può anche condurre verso luoghi raccontati da suggestive e straordinarie pagine di letteratura, che evocano atmosfere e paesaggi davvero senza tempo.
Uno di questi luoghi è senz'altro Aliano, piccolo centro della Basilicata centro-meridionale, fulcro del parco letterario dedicato a Carlo Levi che qui, come è ampiamente noto, fu confinato nel 1935 dal regime fascista.

Un'esperienza che segnò profondamente la vita dell'intellettuale torinese, tanto da trasfonderla nella mirabile opera"Cristo si è fermato a Eboli", realistico spaccato della Lucania e dell'Italia meridionale di quei tempi, un viaggio a detta dello stesso autore,"al principio del tempo alla scoperta di una diversa civiltà”.

Un viaggio che oggi è possibile ripercorrere: strade, attualmente asfaltate, ma sempre strette e tortuose, come ai tempi del confino di Levi, attraverso il selvaggio e desolato scenario dei calanchi, pallidi “precipizi di argilla bianca”, conducono dalla Val d'Agri al piccolo paese di circa 1000 abitanti. Qui fra vicoli, ruderi e casette di pietra si respirano i profumi e si scorgono i colori che quasi ottanta anni fà Levi impresse nelle pieghe della sua anima ed immortalò nelle sue memorabili pagine e nelle sue splendide tele.
E proprio nella casa del confino di Carlo Levi, appositamente conservata nella sua scarna essenzialità, attraverso un percorso multimediale, è possibile rivivere le ambientazioni vissute dall'artista attraverso filmati proiettati sulle pareti in cui si intrecciano immagini di volti, oggetti e paesaggi che conducono il visitatore ad immergersi in “quella civiltà” che tanto affascinò e quasi stregò Levi. Altrettanto suggestiva la vista che è possibile ammirare dalla terrazza da cui "la vista spaziava sui più lontani orizzonti", dove sono stati collocati "tre angoli di pittura" ispirati al paesaggio circostante.
Poi, al piano terra della casa, locale originariamente adibito a frantoio, è stato allestito il Museo della Civiltà Contadina: qui si conservano intatte la macina e le presse usate per la spremitura delle olive ed è possibile trovare antichi attrezzi agricoli e tradizionali utensili della vita quotidiana di quei tempi. Particolarmente interessante è anche la sezione dedicata all'esposizione delle maschere apotropaiche e agli strumenti musicali tipici del carnevale, evocanti le atmosfere magiche e misteriose che permeano le pagine dell'opera leviana, alla scoperta di “quel mondo chiuso, velato di veli neri, sanguigno e terrestre”.
Lasciando la casa, passeggiando fra le "case con gli occhi" e i versi del romanzo, impressi in molte strade del piccolo centro, ci si può recare alla Pinacoteca dove sono raccolte lettere e documenti del periodo del confino, foto della vita dell'autore torinese e dove è possibile ammirare le splendide litografie originali del Cristo si è fermato a Eboli che lo stesso Carlo Levi volle donare alla amata comunità alianese. Nel medesimo museo sono anche conservate le opere degli svariati partecipanti che ogni anno si cimentano nell' Estemporaea di pittura dedicata all'intellettuale.

D'obbligo è la visita al piccolo cimitero del paese dove spesso Levi si recava in cerca di pace e solitudine e nei cui pressi spesso si fermava a dipingere. Qui è possibile rendere omaggio alla tomba dello scrittore che nelle sue ultime volontà espresse il desiderio di essere seppellito fra i suoi contadini, nella sua terra di Lucania "terra senza conforto e dolcezza”. Quella terra lenta e senza tempo, “altro mondo, serrato nel dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente...”

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