5 Vini lucani da portare in tavola

Aglianico del Vulture Superiore (DOCG).

L'unico vino lucano ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nasce sulle pendici di un vulcano spento, il Monte Vulture, che veglia sui vigneti posti tra i 200 e i 300 metri di altitudine. All'occhio si presenta di colore rosso rubino tendente al granato. All'olfatto ha un odore intenso. Al palato si propone con un sapore secco e persistente. Alla mente evoca i versi di Orazio, poeta di Venosa, che nelle sue Odi decanta le qualità dei vini del Vulture, unendosi a Plinio, Strabone, Virgilio e Marziale.

Da mettere a tavola con arrosti di carni bianche e rosse, pollame, selvaggina, formaggi locali.

Aglianico del Vulture DOC.

Definito da alcuni il Barolo del Sud, è annoverato fra i più grandi vini rossi d'Italia. E' celebrato in uno dei 15 francobolli dedicati ai vini del Belpaese, emessi il 24 marzo 2012 da Poste Italiane. Già gradito ai regnanti svevi e angioini, si narra anche che Annibale, dopo aver sconfitto i romani nel 212 a.C, avrebbe mandato i suoi soldati in Lucania a curarsi con i vini del Vulture. Agli inizi del '900, con la pubblicazione a Parigi del trattato di ampelografia curato da Pierre Viala e Victor Vermorel, l’Aglianico è entrato nell’olimpo dei vitigni più conosciuti a livello internazionale.

All'occhio si presenta di colore rosso rubino, ma con l'invecchiamento assume riflessi aranciati. All'olfatto ha un odore armonico che cresce in intensità e gradevolezza con l'età. Al palato si propone asciutto, sapido e caldo. Alla mente evoca i tempi della Magna Grecia in cui l'Aglianico del Vulture affonda le radici. Si sposa con carni bianche e rosse cotte allo spiedo, selvaggina e formaggi molto stagionati.

Matera DOC.

Il più giovane vino Doc lucano porta il nome della città dei Sassi, recentemente riconosciuta come Capitale Europea della Cultura 2019, ma anche dell’intera provincia che si estende dalla costa jonica alla murgia, tra gravine e calanchi. La zona ha dominato nel panorama enologico lucano fino a qualche decennio fa, quando la produzione di punta era rappresentata dagli spumanti destinati a banchetti nuziali, feste patronali e festività religiose. La sua storia, però, è molto più antica e si perde nella notte dei tempi, come dimostrano i corredi funerari ritrovati in necropoli risalenti all’età del bronzo, e le Tavole di Heraclea, risalenti al VII sec. a.C, che rappresentano la prima mappa catastale con la disposizione dei campi coltivati a vite nelle terre di pertinenza del tempio di Atena ad Eraclea.


Il Rosso accompagna primi piatti come le orecchiette alla lucana o la minestra di ceci, salumi e formaggi mediamente maturi, spiedini di maiale e salsiccia lucana ai ferri, mentre il Primitivo è ideale con carni rosse in genere, arrosti e grigliate.
Il Moro può essere stappato se il menu della casa propone piatti elaborati e ricette della cucina lucana come lo stracotto di asina, il piccione arrosto e i beccaccini alle erbette.
Col Greco si gusta il mare - piatti di pesce, crostacei e frutti di mare – ma va provato anche con la frittata di lampascioni.
Per il pesce, si suggerisce anche il Bianco, ottimo pure con le minestre.
Per gli antipasti, Spumante e Spumante Rosè. Matera DOC è anche Primitivo Passito, dal sapore dolce e vellutato, Bianco Passito, dall'odore fruttato, Rosato, che si presenta al palato secco e armonico come il Moro Riserva.

Grottino di Roccanova DOC.

Il suo nome rimanda a caratteristiche grotte scavate nella roccia arenaria, cantine naturali nelle quali venivano realizzate le operazioni di vinificazione e invecchiamento del vino prodotto sulle colline che seguono il medio corso del fiume Agri.
Il Rosso e il Rosso Riserva si abbinano con carni rosse, selvaggina e primi piatti, il Bianco può accompagnare piatti a base di pesci d'acqua dolce, il Rosato è perfetto con broccoletti e frittura di pesce.

Terre dell'Alta Val D'Agri.

Vigneti ordinati e ben tenuti, come fossero dei veri e propri giardini, danno vita, fin dai tempi dei romani, a questo vino elaborato secondo pratiche tradizionali, che può essere caratterizzato da lieve sentore di legno.
Il Rosso e il Rosso Riserva si abbinano con pasta al forno, pecorino, salumi e selvaggina. Il Rosato andrà versato nei calici quando ci si appresta a mangiare carni rosse non troppo saporite, soppressata e salumi in genere, pecorino di Filiano, canestrato di Moliterno e caciocavallo podolico.

LUOGHI DA VISITARE

A Barile, un piccolo borgo lucano di origine greco-albanese che conserva ancora le tradizioni etno-linguistiche arbëreshë, non mancate di fare sosta al Convento Wine Art. La cornice è quella di un paese dell'area del Vulture che incuriosisce i visitatori anche per le caratteristiche grotte scavate nel tufo, inizialmente usate come prime abitazioni dagli esuli albanesi in fuga dal dominio ottomano, e poi adibite a depositi per la custodia del vino. Queste cantine naturali si trovano nel "Sheshë", un massiccio collinare a nord-est del centro abitato, dove Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del suo film Il Vangelo secondo Matteo.
Un antico edificio religioso, costruito nel '700 dai frati dell'Ordine Carmelitano, ospita oggi il Convento Wine Art, un ampio contenitore polifunzionale diviso in 5 aree. Il Wine bar offre una carta di grandi vini da abbinare con prodotti tipici di eccellente qualità rigorosamente controllata con il contributo di Slow Food. La galleria Wine art propone numerose mostre, mentre l'area Wine event è riservata a serate dedicate alla lettura, alla musica, alla poesia, al teatro e alla comunicazione. La Wine School attende i turisti e gli appassionati di cucina per i corsi di enogastronomia regionale tenuti da importanti chef e wine makers.
Infine, nello spazio Wine shop sarà possibile acquistare i migliori prodotti della tradizione enogastronomica lucana.

SAGRE DA NON PERDERE

Aglianica Wine Festival - Vulture.
A settembre, l’area del Vulture-Melfese celebra l’Aglianico con un evento che raduna nei palazzi o nei castelli dell’area stand di esposizione e degustazione, eventi collaterali, convegni e concerti.
Cantinando Wine&Art – Barile (PZ).
Nella settimana di Ferragosto, il rosso porpora dell’Aglianico del Vulture è il filo conduttore di iniziative culturali come concerti, mostre, workshop, workcamp, street art & parade, convegni e l'immancabile degustazione di vini locali. Tutto nella location del parco urbano delle Cantine di Barile.
In Vino Veritas – Montescaglioso (MT).
Ad agosto, nel circuito delle cantine rupestri di Montescaglioso, è possibile partecipare ad un percorso storico degustativo che si svolge tra l’abbazia di S. Angelo e le cantine più suggestive dell’area. Per l’occasione, infatti, si aprono al pubblico gli ipogei di Porta Sant’Angelo, profondi fino a sessanta metri, ancora oggi utilizzati per la lavorazione dell’uva e conservazione del vino.
Le Cantine aperte - Sant'Angelo Le Fratte (PZ).
Ad agosto, le cantine di Sant’Angelo Le Fratte, ricavate tra grotte e strapiombi e circondate da rocce maestose, si aprono per un percorso di degustazione di vino locale associato ad una stuzzicante carrellata di formaggi, salumi e altri prodotti tipici, tra musica, balli e spettacoli.

LIBRO IN TASCA

Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo di Gaetano Cappelli (Editore Marsilio, 2007) Nel romanzo dal sapore tragicomico firmato dallo scrittore lucano, il vino diventa un buon pretesto per raccontare degli uomini, delle loro passioni e delle loro miserie, delle loro ambizioni e delle loro cadute, di umiliazioni e riscatti.

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